EPT Barcellona: Non c’è niente di meglio degli amici nel poker

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Veloce, veloce, lento, veloce.

Abbiamo iniziato la giornata chiedendoci se saremmo stati qui anche domani ad attendere la conclusione di questo intrigante evento dell’EPT di PokerStars.com. Tredici giocatori arrivati dal sole della Catalogna per dare la caccia al primo premio di 1,1 milioni di euro. Ma prima che le lancette dell’orologio arrivassero a segnare le 12:30 di notte, avevamo un campione, dopo uno dei tavoli finali più veloci nella storia del tour.


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Sander Lylloff: vincitore

Sander Lylloff, da Copenhagen, Danimarca, ha protratto il dominio nordico nell’EPT quando prima è avanzato fino al tavolo finale e, successivamente, ha osservato tre dei suoi avversari cadere nel corso delle prime due ore. A quel punto è entrato in prima persona nella mischia, costruendo il suo stack grazie all’eliminazione da parte sua di tre dei cinque avversari finali, e terminando con il rapido “assassinio” del suo caro amico, nonché compagno di stanza nell’hotel, Mark Teltscher, del Regno Unito.

Lo champagne Cristal che Teltscher aveva ordinato per brindare durante l’uno-contro-uno finale fra amici non ha fatto in tempo ad arrivare prima che tutte le chips fossero già nel mezzo del piatto. Teltscher era contentissimo: aveva due re. Lylloff aveva un misero J-10 ma grazie a due jack sul board – uno al flop e uno al river – è stato lui ad aggiudicarsi il titolo e l’assegno da €1.170.700.

Ma partiamo dal principio.

Quando ci siamo radunati alle 15:30, il chip leader era Nikolaus Jedlicka, giocatore austriaco Supernova su PokerStars. Aveva circa 100.000 chips in più rispetto al finlandese Mika Paasonen, all’adesso noto Lylloff, a Teltscher e allo spagnolo Juan Maceiras.

E mentre questi quattro pensavano senza agire troppo, i giocatori con meno chips iniziavano una continua processione verso l’uscita, spesso eliminati dal giovane americano Gregory Dyer, eccellente giocatore su PokerStars.

Il primo ad uscire è il finlandese Voitto Rintala, vittima di Dyer. Quindi è Philip Yeh a prendere la via del ritorno verso la Svezia, eliminato dall’ottima mano di Davidi Kitai. Ma è lo stesso Kitai a seguirlo ben presto, a causa di uno sfortunato scontro fra le sue donne e gli assi di Lylloff.

Le cose rallentano… per un attimo. Dopo alcuni scambi di chips in entrambe le direzioni fra Patrick Bruel, attore/cantante/giocatore di poker francese e Teltscher, è Mohamad Kowassie a perdere la pazienza e a spingere con Q-3. Gregory Dyer, killer ridente e silenzioso, spilla AK ed estromette Kowassie dal torneo.

Questa mossa imprudente ci porta al tavolo finale. Nove giocatori seduti attorno ad esso, uno in più di quelli previsti per la trasmissione televisiva dell’EPT. Qualcuno deve uscire, e lo fa l’idolo locale, Juan Maceiras, sostenuto a gran voce dai tifosi spagnoli, il quale va all-in con A-6 ma incappa in un altro A-K di Dyer.

Fuori. Siamo a otto.

Per un po’ gli otto procedono di pari passo, poi si verifica un cambio al vertice. La grande rincorsa di Dyer lo porta oltre il milione, mentre Nikolaus scende al quarto posto. Ecco come si presenta il tavolo finale:

1 - Gregory Dyer (USA) – 1.606.000
2 - Adam Junglen (USA) – 320.000
3 - Nikolaus Jedlicka (Austria) – 569.000
4 - Mika Paasonen (Finlandia) – 924.000
5 - Mark Teltscher (Gran Bretagna) – 676.000
6 - Sander Lylloff (Danimarca) – 502.000
7 - Trond Eidsvig (Norvegia) – 452.000
8 - Patrick Bruel (Francia) – 374.000

Nessuno sembra avere voglia di stare con le mani in mano e dopo soltanto tre mani della finale perdiamo Bruel, la cui coppia di 10 iniziale viene vanificata da un flop tutto a cuori con un asso. Grazie ad un asso ed una carta di cuori in mano, questa volta è Mark Teltscher a cantare. C'est la vie.

Successivamente è Jedlicka a mangiare la polvere, ancora una volta contro Teltscher ed ancora una volta, in mano al giocatore eliminato, una coppia di 10. Teltscher gira AQ, entrambe le carte escono sul board e l’inglese vince ancora.

I sei diventano cinque. Adam Junglen, il diciannovenne dell’Ohio, vincitore del Sunday Million di PokerStars a luglio, solo uno fra gli innumerevoli ottimi risultati nei tornei, è il giocatore seguente ad essere eliminato. Va all-in con A-4 e Sander, con una coppia di otto, chiama e lo rispedisce a casa.

E così, in un batter d’occhio o, se preferite, nel giro di una chip, scendiamo a quattro. Trond Eidsvig non aveva ancora giocato una mano al tavolo finale quando ha deciso di intrappolare l’avversario su un flop con jack carta alta. L’attesa puntata da parte di Mika Paasonen però non è arrivata sul flop. Invece Mika viene fuori con una grossa puntata dopo un 10 al turn – a giusta ragione, in quanto il 10 gli regala una doppia coppia, dieci e nove, ed Eidsvig si fa male con le proprie mani.

Greg Dyer è il leader degli ultimo quattro, con Sandor Lylloff short stack. Ma un subitaneo double up da parte del danese, proprio a spese di Dyer, segna l’inizio della riscossa.

Nel frattempo, Mark Teltscher studia Mika Paasonen. Una feroce battaglia per i bui lascia il finnico con poche chips. Naturalmente è Greg Dyer a finire l’opera eliminandolo.

Rimangono in tre, e finalmente l’azione rallenta. Infatti sono necessarie quasi due ore, più la pausa per la cena, per vedere la successiva eliminazione. I giocatori si scambiano le chips, si scambiano il ruolo di chip leader, si avvicinano, si allontanano, si avvicinano nuovamente. Poi le cose si fanno negative per Dyer il quale, dopo essere sopravvissuto coraggiosamente grazie a temerari all-in, incappa in una coppia di assi e non riesce a venirne fuori.

E così, heads up. Lylloff contro Teltscher. I due sono amici e condividono la stanza in albergo qui a Barcellona. Per molti, questa sarebbe stata una battaglia per conquistare la corona dell’EPT e un milione di euro. Per loro si trattava di stabilire chi sarebbe andato a dormire sul letto estraibile.

Tutto si svolge velocemente. Mark trova una coppia di re, Sander un J-10 su cui speculare. A volte nel poker la fortuna aiuta gli audaci. Il jack al flop sembra pericoloso, il secondo jack al river è decisivo.

Teltscher, che sarebbe potuto diventare il primo giocatore a vincere due corone dell’EPT, si dimostra amichevole nonostante la sconfitta ed abbraccia il suo amico.

È ora di festeggiare, siete tutti invitati.

Buonanotte da Barcellona.