WSOP 2008: Luca Pagano e il 'Pony Club', una lunga giornata di poker

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Il lunedì dovrebbe essere il giorno della quiete dopo la tempesta, con il torneo $10.000 Pot Limit Omaha avviato e un paio di tornei minori a disposizione dei giocatori appena arrivati alle World Series che possono approfittare di questi eventi per riscaldarsi in attesa del Main Event.

Le speranze del Team PokerStars di vedere finalisti al torneo di Omaha sono svanite rapidamente con l’uscita in rapida successione di Humberto Brenes seguito da Noah Boeken e Bill Chen.
Intanto si è giocato anche il mini HORSE definito il ‘Pony Club’ per distinguerlo dal fratello maggiore, il campionato da 50.000. Tra i giocatori presenti tra i 179 rimasti su più di 800 iscritti anche Victor Ramdin, Joe Hachem, Chad Brown, Vicky Coren e il nostro Luca Pagano.

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Mentre il Texas Hold’em resta il fenomeno televisivo per eccellenza possiamo dire tranquillamente che quello che rende il poker sempre interessante sono le novità e l’HORSE per i giocatori è il nuovo Texas Hold’em, dove varietà di adattamento a stili di gioco diversi per dimostrare la propria abilità è la caratteristica principale.

Vicky Coren è la prima del gruppo PokerStars a subire l’eliminazione, seguita da Luca Pagano. A premio vanno invece Joe Hachem al ventiquattresimo posto e Chad Brown al ventiduesimo.

Ecco una video intervista rilasciata da Luca Pagano (in inglese) in cui parla delle sue World Series e offre qualche consiglio di gioco.



Luca fa complimenti agli italiani che hanno vinto il braccialetto, Max Pescatori e soprattutto al compagno di squadra Dario Minieri del quale dice che ha veramente meritato questa vittoria, utile anche per il mercato del poker in Italia. Fino a due anni fa Luca era l’unico giocatore davvero conosciuto in Italia e solo pochi minuti di spazio televisivo erano dedicati al poker. Il panorama attuale offre molti ottimi giocatori, come possiamo sentire dalle parole di Luca nell’intervista, e i media stanno dedicando molto più spazio al poker, con grande beneficio per tutti i giocatori.

“Se devo paragonare il mercato italiano a quello americano o inglese, devo dire che il nostro è appena all’inizio, ci aspettano ancora due o tre anni di crescita e tanto divertimento”

Pagano dice che Las Vegas è un posto difficile dove giocare, ma per lui è davvero piacevole. Il consiglio che sente di dare è sempre lo stesso, ma davvero importante perché, come ci dice, ha costruito la sua carriera intorno a questo, è la disciplina e la gestione del proprio bankroll che conta e che da il giusto approccio al gioco.

“forse molti vorrebbero sentirsi dire come giocare AK o AQ o come mettere alle strette l’avversario con KK, potrei dare molti consigli su come giocare una mano, ma quello che davvero fa la differenza tra un giocatore amatoriale e un professionista è il modo in cui gestiscono la propria immagine al tavolo, il loro bankroll e i loro tornei”

Ma torniamo al riepilogo della giornata di oggi.

Rimane in gioco tra i primi cinque al conteggio delle chips di fine giornata Victor Ramdin.
Victor è già andato a premio due volte quest’anno e con questo premio dall’importo ancora da stabilire raggiunge il terzo, ma non sembra soddisfatto e spera di riuscire a raggiungere il tavolo finale. Lo seguiremo oggi insieme agli altri 21 rimasti in gara fino all’assegnazione del braccialetto.

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Intanto ecco un riassunto della giornata alle World Series