È passato poco più di un mese dalla vittoria di Salvatore Bonavena all'EPT di Praga, il primo campione italiano in un torneo del circuito europeo.
Ho incontrato Salvatore alle Bahamas, in occasione della PokerStars Caribbean Adventure a cui ha partecipato sponsorizzato da PokerStars.
Sempre positivo e sorridente, Salvatore è il perfetto esempio a cui gli appassionati di poker dovrebbero fare riferimento, non si è montato la testa, la vittoria non ha cambiato la sua umiltà di giocatore che sta facendo un percorso verso il miglioramento delle proprie qualità. La sua vittoria è stata la conclusione perfetta di un anno incredibile per il poker italiano, che ha stabilito numerosi record.
Con l'occasione gli ho rivolto un po' di domande per soddisfare la curiosità dei lettori del blog di PokerStars e per ricordare insieme una delle emozioni più grandi per il poker italiano e i suoi appassionati sempre più numerosi.
È passato un po' di tempo dalla tua vittoria a Praga che ha regalato un'emozione incredibile a tutta l'Italia del poker, qual è il ricordo più bello che hai di questa esperienza?
Tutta l'esperienza di Praga è un ricordo bellissimo e indimenticabile ma ci sono alcuni momenti che rimarranno sempre impressi nella mia memoria e credo siano incancellabili. La mano fortunata di due K contro due assi. La mano contro Chen Q-3 e la mano indimenticabile 8 -7 della vittoria. Il mio pensiero è andato subito a mia moglie e ai miei bambini e pensando alla loro felicità tantissime volte mi veniva da piangere.
C'è stato un momento in cui hai cominciato davvero a credere nella vittoria?
Un momento preciso non c'è mai stato perché nel poker non puoi mai sapere di vincere ma avevo delle buone sensazioni e dentro di me sentivo una forza incredibile nonostante avessi passato due notti senza dormire. Non avvertivo la stanchezza, non sentivo nulla. Pensavo che dopo tanti piazzamenti e un secondo posto alla notte del poker a Venezia avrei potuto fare il mio primo posto nel torneo più importante della mia vita.
Come hai trascorso le feste? Ti sei fatto qualche bel regalo?
Le feste le ho trascorse in famiglia tranquillamente, non ho mai giocato a poker, mi sono fatto qualche regalo personale che credo di meritare e tanti regali a tutti i miei cari. Mi è costato un po' ma sono felice. Spero di poterne fare ancora altri.
Questa vittoria ti ha probabilmente cambiato la vita, che speranze ti ha regalato e hai pensato di dedicarti al professionismo o manterrai il tuo lavoro?
La vita sinceramente un po' me l'ha cambiata. Sono più tranquillo non devo rincorrere nulla per adesso, al momento non ho ancora pensato se dedicarmi al professionismo, lavorare mi piace tanto. Ho qualche dubbio anche se alla fine il poker mi ha dato tanto e quindi credo che sia giusto continuare.

Hai giocato molto al tavolo televisivo, ti ha aiutato a mantenere la concentrazione?
Si mi ha aiutato tantissimo a mantenere la concentrazione perché è una bella sensazione giocare al tavolo televisivo, ero abbastanza tranquillo e abituato alle telecamere avendo fatto altri tavoli televisivi.
Sei partito da ultimo al conteggio delle chips per poi ritrovarti leader al tavolo finale, come hai vissuto questa scalata verso la vittoria, avvertivi la pressione?
Il fatto di partire corto non mi ha fatto dormire la notte prima perché sapevo che qualunque errore mi sarebbe costato l'eliminazione. Dopo poche mani al tavolo mi sono tranquillizzato, avendo raddoppiato contro Ruthemberg, e poi è stata una escalation verso la chip lead. Credo di essere stato fortunato ma di aver giocato anche un buon poker.
Quale è stato il giocatore che ti ha colpito positivamente al tavolo finale, e chi temevi di più?
Il giocatore che mi ha colpito molto al tavolo finale è stato il canadese Chen, era lui che temevo in un eventuale heads up, anche perché io ero stanchissimo e non ho molta esperienza di heads up.
Quali sono i tuoi programmi per il futuro, cosa ti auguri e cosa auguri al poker italiano per questo 2009?
I miei programmi per il futuro sono di fare ancora tanta esperienza nel poker perché non si finisce mai di imparare. Auguro al poker italiano le vittorie più importanti che credo non mancheranno perché ci sono veramente dei grandi giocatori in Italia. Ci manca solamente un po' di esperienza...










