A. Russo - La Tabella di Sklansky è ancora attuale nel gioco di oggi?

teampro-thumb.JPGAvrete sicuramente già sentito parlare della famosa Tabella di Sklansky e di come sia da sempre considerata una pietra miliare per una strategia preflop di base per la scelta delle starting hands, le mani di partenza nel Texas Hold'em. Non molti però sanno che quella tabella David Sklansky la studiò appositamente per la variante Limit e che quindi a volte può risultare una forzatura adattarla al No Limit.

I principi generali sulla forza delle mani di partenza potrebbero anche essere gli stessi tuttavia nel No Limit Hold'em è molto più importante imparare a leggere giocatori e relativi pattern delle loro giocate e adattarsi di conseguenza nel gioco post flop. Malgrado queste precisazioni comunque centrare la strategia vincente prima della distribuzione delle carte da parte del dealer vi garantirà una notevole sopravvivenza in un torneo di qualunque genere, ed in questo la Tabella di Sklansky può esservi molto utile soprattutto se siete alle prime armi.

Sklansky raggruppa otto diverse categorie di mani di partenza (AA e KK, per esempio, si trovano nel Gruppo 1, mentre K-9 e 6-4 off sono alcune delle mani del Gruppo 8 ) e suggerisce un'azione preflop per quelle determinate carte. Si tratta quindi di una teoria da seguire e studiare e poi da applicare al proprio gioco. I "contro" di questo metodo sono evidenti: non si tiene conto dello stack del giocatore in questione, tantomeno dei leak avversari: la tabella di Sklansky però non ha e non aveva questo scopo, pertanto va letta, assimilata e poi modellata secondo il proprio stile di gioco, in relazione ai propri avversari e alla struttura blind del torneo.

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Il primo esempio che mi viene in mente in termini di differenze tra No Limit e Limit è quello della coppia di Jack. Che fare se ho una coppia di Jack preflop? Tutti sanno quanto sia difficile da giocare nel No Limit una coppia di questo tipo preflop, addirittura Doyle Brunson una volta l'ha definita come la "mano più difficile da giocare".
Agli inizi adottavo una tattica molto semplice: mi concentravo e cercavo di giocarlo come se fosse una coppia di nove. Psicologicamente con me ha funzionato parecchio, non c'è davvero molta differenza tra queste due coppie eppure il fatto di vedere due Jack "vestiti" (ovvero carte figurate) ci dà spesso la sensazione di avere una monster hand, quando invece andrebbe giocata con molta cautela.

Oggigiorno adatto il mio gioco molto di più ai giocatori che ho al tavolo e meno alle carte (forse per quello i risultati sono sempre meno loool!!! Tuttavia so che questa è la strada giusta da seguire per crescere come giocatore, ai risultati penseremo più avanti quando arriveranno) e quindi ho potuto allontanarmi da questo tipo di schemi mentali troppo affidati alle carte. Ma naturalmente quando si è ancora principianti seguire le linee guida è sempre un'ottima cosa da fare. Per farvi un esempio, nel mio ultimo torneo giocato a San Marino (l'Italian Poker Tour) ho rilanciato preflop con JJ da utg e ho trovato il tribet da bottone di un avversario, allora io da fuori posizione ho deciso di 4-bettare ed ho ricevuto un call da parte sua. A questo punto il suo range era davvero ristretto (l'analisi dettagliata della mano in questione la trovate nel blog, nel racconto dell'IPT) e sapevo di partire sotto.

Già di per sè questa buona lettura del mio avversario è una buona cosa e in tempi antichi avrei foldato la mia mano consapevole di essere underdog. Ma il bello del poker è che si può vincere anche senza avere la mano migliore, basta essere capaci di far passare il tuo avversario. Ed in effetti quella volta riuscii a far passare le Q-Q del mio avversario con un attento gioco post flop. Ecco il bello del No Limit!

Un vecchio adagio del poker diceva anche "Il Limit è una Scienza, il No Limit è un Arte" e come tale allora deve essere trattato. I grandi artisti che hanno saputo cambiare il mondo con le loro rivoluzionarie interpretazioni della realtà sono comunque tutti partiti da una base comune, come lo studio dell'anatomia o della prospettiva. Le prime opere di Pablo Picasso non erano certamente cubiste, lo stesso vale per i grandi impressionisti come Monet o Degas. E se credete che Kandiskij non dipingesse semplici paesaggi prima di approdare alle sue composizioni astratte più famose vi sbagliate di grosso.

Ecco perché per iniziare la Tabella di Sklansky va benissimo ed anzi è davvero consigliabile studiarsela fino al punto di impararla anche a memoria. Ma non dimenticate che se volete diventare bravi giocatori di No Limit Hold'em c'è molto altro da scoprire ancora, e sarà anche più divertente!

A. Russo "grandealba" scrive su www.intellipoker.it