A. Russo - Lo "Schooling": è difficile battere un gruppo

teampro-thumb.JPG"Nel Draw Poker una piccola coppia è favorita contro un draw del nostro avversario, e spesso anche di fronte a due progetti di due avversari. Ma doverla giocare contro tre o più avversari significa andare incontro a odds sfavorevoli. Nel poker una mano può essere favorita individualmente contro ogni avversario e nello stesso tempo diventare sfavorita se giocata contro più avversari" Mike Caro

Potrebbe essere considerato uno dei grandi misteri del poker come un tavolo di pessimi giocatori possa spesso essere più difficile da battere di un tavolo di buoni giocatori.
E' quasi come un'equazione: tanti giocatori con una brutta mano equivalgono ad un giocatore con una buona mano.
Se un bravo giocatore giocasse testa a testa contro ognuno di questi pessimi giocatori avrebbe la quasi certezza di distruggerlo. Ma fai sedere tanti pessimi giocatori allo stesso tavolo e noterai subito come possa accadere qualcosa di incredibilmente inaspettato: il solo fatto di ritrovarsi in gruppo magicamente migliorerà la loro aspettativa di vincita.

A voler essere particolarmente filosofici potremmo quasi ricollegare questo fenomeno ad un principio spesso valido in natura: l'unione fa la forza. Una goccia d'acqua non può fare grossi danni, ma mettine insieme talmente tante da far straripare un fiume e ne verrà fuori un enorme potenziale distruttivo. Un piccolo animale sarà facile preda di uno più grosso e più dotato, ma metti insieme un sufficiente numero di piccoli animaletti intorno al grande predatore e vedrai come la natura a volte sia capace di ribaltare la catena alimentare.

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Alberto "grandealba" Russo, commentatore ufficiale EPT Live per l'Italia

Una situazione molto simile può verificarsi anche nel Poker ed è quella che Andy Morton (vi ho già parlato tempo fa del Teorema di Morton) ha battezzato col nome di "Schooling". Ed è molto diverso dal concetto di Implicit Collusion, dove i giocatori sono coscienti di quello che stanno facendo al tavolo, proprio perché i pessimi giocatori non fanno alcun ragionamento pokeristicamente sensato mentre si ritrovano a fare Schooling. Spesso il motivo principale per loro deriva solo dalla semplice voglia di giocare ogni flop, di seguirti fino al river nella speranza di chiudere il loro progetto e last but no least, perché non vogliono che sia il campione del tavolo a vincere e per qualche strano motivo si fissano nel cervello che se ti stanno addosso tutti insieme ti renderanno la vita difficile anche se tu ne sai molto più di loro. La cosa sconcertante è che hanno ragione.

Non c'è un vero e proprio modo di contrastare questo fenomeno, il mio primo istintivo consiglio sarebbe: "Alzatevi da questo tavolo e trovatevene un altro" ma ovviamente questo è fattibile solo in caso stiate giocando cash game in un casinò che abbia altri tavoli disponibili e con giocatori diversi. In un torneo invece dovrette adattarvi per forza al vostro tavolo, quindi vi suggerirei di partire da un paio di strategie: o provate ad aumentare l'importo dei rilanci per sfoltire il gruppo di inseguitori o cercate di giocare piuttosto smal ball, mantenendo i piatti molto piccoli soprattutto se vi rendete conto di avere avversari dalle mostrouse Implied Odds, ovvero se pensate di poter portare via parecchio stack al vostro avversario al river anche se il piatto è piccolo.

Alberto"grandealba" Russo scrive su Intellipoker.it