A. Russo - E' solo questione di talento... e di tempo.

teampro-thumb.JPGChi tra voi legge queste pagine da più tempo forse ricorderà un mio pezzo di un anno e mezzo fa intitolato "E' solo questione di talento".

Si parlava del Talento di Mr. Pagano e di come aveva appena iniziato a distruggere ogni record dello European Poker Tour. Il titolo invece era preso in prestito dalla copertina di WPT Poker Magazine dedicata proprio a lui che titolava "It's all about Attitude". Era il Marzo 2006.

Dopo l'ennesimo ITM nell'Ept, il 18imo se non ho perso il conto, la bionda Michelle Orpe va da Luca e lo intervista esordendo con "Luca Pagano, 18 itm and 6 final tables..." e Luca la interrompe "Yes Michelle: Luca Pagano, 18 itm, 6 final table and... zero victories...". Michelle sorride, l'italia si emoziona per l'ennesima prova di umiltà di Luca. Cresce la voglia di vederlo alzare quella benedetta picca al cielo.

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Non è passato poi così tanto tempo da quella intervista a la notte del 1 Agosto, quella in cui Luca la picca l'ha conquistata a Sanremo. La sua prima vittoria vera ci ha messo dodici anni ad arrivare, gli ultimi otto giocando da professionista. Tipo un milione e mezzo in carriera guadagnato ai tavoli prima della sua prima vittoria. Ci potete credere? Fatelo, perché è così.

Il poker non è solo questione di talento. Il poker è anche questione di tempo. E Luca lo sa bene.

Fai 3 itm e due tavoli finali nella prima stagione dell'Ept e diventi il primo italiano sponsorizzato dalla poker room più grande del mondo. Poi il buio per un paio d'anni. Se non sbaglio ci sono passati circa 40 tornei prima di vedere il terzo tavolo finale. Ma può darsi che sbaglio, anche se non di troppo. Mettiamo comunque che siano 40. Sapete cosa significa giocare 40 tornei con la picca addosso mentre gli occhi di tutti aspettano solo che ti riconfermi? Significa pressione costante, significa domandarsi se davvero sei bravo come hai pensato, significa a volte passare una notte intera svegli a domandarsi cosa ti sta succedendo.

Poi d'un tratto ricomincia la discesa tutta insieme, talmente veloce che sbanchi record su record e tutto comincia ad andare per il verso giusto. E il tuo demone si trasforma. Non è più quello di un final table. Comincia d assumere le sembianze di un trofeo a forma di picca. O di un numero 1 su Hendon Mob.

Semplicemente per dire che quando ti chiami Johnny Chan e hai dieci braccialetti al polso (che non puoi nemmeno indossarli tutti insieme per quanti sono) ad un certo punto arriva uno sbarbatello che ti strappa l'unica possibilità di vincere le WSOP per il terzo anno consecutivo e dopo un po' lo ritrovi con la corona di alloro che festeggia il suo undicesimo braccialetto su una biga del Caesar trainata dai cavalli.

C'è sempre qualcosa che ti fa incazzare nel poker. C'è sempre qualche nuovo demone da inseguire.

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E' solo questione di talento. Anche un po' questione di tempo però. Nell'ultimo anno Luca ha vinto l'All Stars of Poker, la World Cup of Poker e un Italian Poker Tour. Inseguiva una picca, ne ha portate a casa tre.

Ma, potete scommetterci, Luca adesso adesso sta già pensando alla picca dell'European Poker Tour. Quando tutti ti reputano un campione avrai sempre qualcosa da dimostrare e un demone da combattere. Per gli altri certo, per i tuoi fans, per il tuo sponsor e soprattutto per te stesso. Tranquillo Mr. Pagano, arriverà anche quella ne siamo tutti certi. E io comincerò un nuovo articolo con "ve lo avevo detto che sarebbe successo, l'avevo scritto il giorno tal de tali...". Perché quando parliamo di un così grande talento, sarà sempre e soltanto una questione di tempo.

Alberto grandealba Russo scrive su Intellipoker